Il bonus latte artificiale è una misura strutturale che, quindi, è prevista anche per il 2026. In generale, il bonus latte artificiale spetta alle neomamme che per determinate patologie non possono allattare in modo naturale, quindi al seno, e al contempo non possono accedere alla banca del latte materno donato (BLUD), oltre alla presenza di una patologia (che va certificata) c’è anche un requisito reddituale: l’ISEE non può essere superiore a 30.000 euro annui. Il bonus, introdotto dalla Legge di Bilancio 2020è attualmente in vigore e può essere richiesto anche per il 2026.
Le condizioni permanenti che danno diritto al bonus sono:
• infezione da HTLV1 e 2;
• sindrome di Sheehan;
• alattogenesi ereditaria;
• ipotrofia bilaterale della ghiandola mammaria (seno tubulare);
• mastectomia bilaterale;
• morte materna.
La domanda va presentata all’azienda sanitaria locale di appartenenza, che a sua volta autorizza l’erogazione del contributo nel limite di 400 euro annui e senza ulteriori risorse regionali. Sulla base della certificazione, il medico provvederà alla prescrizione mensile di formule per lattanti che sono incluse nel registro nazionale.
L’erogazione avviene direttamente presso:
• centri di riferimento presso i quali sono in cura le donne;
• presidi delle aziende sanitarie locali;
• farmacie convenzionate;
• tutti gli altri fornitori autorizzati alla vendita secondo le direttive all’uopo emanate dalle regioni e province autonome