Chiesa della Pieve

La chiesa di Maria Santissima della Pieve, distante dal paese poche centinaia di metri, trovasi entro il territorio della parrocchia di S. Vittore Martire, ad un centinaio di metri dalla strada provinciale Vallerano – Canepina - Viterbo.

Immagine principale

Descrizione

Si ignora l’epoca della sua erezione; per altro lo stile della sua costruzione fa credere che la sua origine risalga verso il mille. E’ a due navate, la più grande misura metri 19 di lunghezza compreso il retro dell’altare maggiore, e metri 6 di larghezza. La navata piccola è lunga metri 12,50 e larga 6 metri. Nella navata grande, senza volta, sorge l’altare maggiore dedicato a Sant’Antonio da Padova.

Nella Pala, oltre l’immagine di detto santo, vi è dipinta quella di San Bonaventura ed in alto l’ Incoronazione di Maria SS.ma. A destra di chi entra dalla porta principale, vi è l’altare dedicato a San Francesco d’Assisi.

Nella pala vi è dipinto il Santo nell’atto di ricevere le Sacre Stimmate. Le descritte pitture dal lato artistico non rappresentano nulla di pregevole.

In fondo alla navata piccola s’innalza l’altare dedicato a Maria Santissima, la di cui immagine, dipinta in affresco, è racchiusa da una cornice di cristallo. A sinistra di chi entra dalla porta posta ad oriente, vi è l’altare dedicato a Sant’Orsola, la cui immagine seguita dalle vergini, è dipinta sulla pala. Anticamente oltre ai suddetti altari ve n’era un altro dedicato a Santo Stefano Protomartire, nella cui festa, come anche nella festa di San Barnaba la comunità doveva per voto fa celebrare la 5. Messa.

Tale altare, essendo da lunghissimo tempo privo di mensa, il vescovo diocesano Mons. Mengacci, ordinò che l’immagine del santo venisse intonacata; presentemente di tale pittura non si vede traccia alcuna. Lo stesso vescovo nella sua IV visita pastorale interdisse l’altare maggiore perché privo di baldacchino e di qualsiasi altro ornamento.

Anticamente alla chiesa era annesso un piccolo convento abitato dai P.P. Conventuali che venne soppresso dalla costituzione del pontefice Innocenzo X, con la devoluzione dei beni alla Mensa Vescovile con l’obbligo di far celebrare annualmente 157 messe per i benefattori della chiesa della manutenzione della medesima. Il convento parzialmente trasformato in fienile ai primi del corrente secolo ‘900 andò distrutto inseguito ad un incendio e con esso il fabbricato adibito a dormitorio. Nello stesso altare si doveva anche soddisfare il legato Giovanni Pacelli, consistente in 37 messe annue.

L’altare di San Francesco si dice appartenesse alla Pia Associazione delle Sacre Stimmate di Vignanello. Mancano per altro seri documenti per poterlo affermare con sicurezza. Alla manutenzione dell’altare di Sant’Orsola una volta si provvedeva in parte con l’elemosina di una pia associazione femminile e parte con la vendita di alcuni beni descritti al foglio 124-650 degli Atti della la visita pastorale di Mons. Tenderini. Di detti beni sin dalla la vista di Mons. Mengacci più nulla esisteva ad eccezione di una stalla sita in Vallerano al Vicolo del Coacchio goduta al presente dall’arciprete pro tempore della chiesa di Sant’Andrea Apostolo, con l’obbligo della manutenzione dell’altare e della celebrazione di una Santa Messa da cantarsi ogni anno il 21 ottobre, festa di Sant’Orsola. Non soddisfacendo tali obblighi, l’arciprete incorrerebbe nella pena comminata dal Sinodo Diocesano, di cui al prg. 170 ses. II. ( De Rebus).

Sino al 1920 nella I domenica di settembre in detta Chiesa si celebrava la festa del Nome di Maria dall’anno 1883 per iniziativa del compianto Leopoldo Casico (?).

(Trascrizione di appunti di Don Secondo Nisini)

 

Si ringrazia il Dottor Massimo Fornicoli, per la Sua opera meticolosa di ricerca di documenti riguardanti la storia della Pieve.

Modalità di accesso:

Accessibile a piedi o su ruota tramite strada asfaltata.

Indirizzo

Contatti

  • Telefono: 0761/751001

Pagina aggiornata il 10/06/2024